Buoni pasto e ...

Buoni pasto e IVA: trattamento fiscale per le aziende

Buoni pasto e IVA: trattamento fiscale per le aziende

2 Aprile 2025 *

I buoni pasto rappresentano uno dei benefit aziendali più diffusi in Italia, grazie alla loro capacità di migliorare il welfare aziendale e offrire vantaggi fiscali sia ai dipendenti che alle imprese. Al tempo stesso, la loro gestione richiede attenzione, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto fiscale, in particolare l'iva e la deducibilità.

In questo articolo vedremo nel dettaglio come funziona il trattamento fiscale dei buoni pasto per le aziende, chiarendo le normative vigenti e offrendo suggerimenti pratici per una gestione più efficace.

Il trattamento fiscale dei buoni pasto

Buoni pasto e deducibilità per le aziende

Per le aziende che forniscono buoni pasto ai dipendenti, la normativa fiscale italiana prevede la totale deducibilità del costo sostenuto. Questo significa che l’importo speso per i buoni pasto può essere interamente detratto dal reddito imponibile, riducendo così la base imponibile dell’azienda.

Un altro aspetto fondamentale da considerare è la detrazione dell’iva. Secondo la normativa italiana, l’iva applicata ai buoni pasto è detraibile al 4%. Questo significa che le aziende possono recuperare parte del costo sostenuto per l’acquisto dei buoni, riducendo ulteriormente l’impatto fiscale.

Per poter usufruire della detrazione dell’iva, è importante che: - I buoni pasto vengano utilizzati per l’acquisto di pasti o prodotti alimentari.

- Le spese siano documentate e registrate correttamente nella contabilità aziendale.

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Quali aziende possono beneficiare della deducibilità dei buoni pasto?

Tutte le aziende, grandi o piccole, pubbliche o private, possono offrire buoni pasto ai propri dipendenti e beneficiare dei vantaggi fiscali. È fondamentale, però, che l’erogazione sia conforme alle regole previste dalla normativa vigente e che i buoni siano utilizzati solo per gli scopi consentiti dalla legge.

Tra le aziende che scelgono più spesso questo strumento troviamo:

- PMI e grandi imprese, che adottano i buoni pasto come alternativa alla mensa interna.

- Startup, che cercano strumenti efficaci e flessibili per attrarre nuovi talenti.

- Aziende con lavoratori in smart working, che usano i buoni per supportare anche chi lavora da remoto.

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Quali documenti servono per la gestione fiscale dei buoni pasto?

Per una gestione fiscale corretta, è essenziale conservare e registrare in modo ordinato tutti i documenti legati all’acquisto e all’uso dei buoni. In particolare, le aziende dovrebbero archiviare:

- Fatture d’acquisto dei buoni pasto, che devono indicare chiaramente l’iva applicata.

- Documentazione contabile sull’erogazione dei buoni ai dipendenti.

Nel caso di buoni digitali, report dettagliati delle transazioni, utili per monitorare l’uso e garantire la conformità normativa.

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Conclusione

I buoni pasto sono una soluzione concreta per migliorare il welfare aziendale, agevolando al tempo stesso la fiscalità dell’impresa. Grazie alla deducibilità totale e alla detrazione iva al 4%, le aziende possono offrire un benefit utile e apprezzato, contenendo i costi.

Con l’adozione di strumenti digitali, è possibile gestire tutto in modo più semplice, sicuro e tracciabile, migliorando anche l’esperienza del dipendente.

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